I Tiratelli e altri pittori

 

Aurelio Augusto Tiratelli

 

Aurelio Augusto Tiratelli nacque a Roma nel 1839. Dopo gli studi all'Accademia di San Luca, esordì senza successo come scultore. Successivamente si dedicò alla pittura, cominciando a riprodurre i paesaggi e gli scorci pittoreschi della campagna romana e interessandosi anche alla  nascente arte della fotografia (dagherrotipia). La sua abilità nell'uso del colore e nel disegno gli fece rapidamente guadagnare fama. La Ciociaria, con la sua caratteristica economia agricolo-pastorale e le sue antiche tradizioni, si prestava molto bene al tipo di pittura definita "di genere". Per tale motivo Aurelio Tiratelli decise di trattenersi a lungo a Ceccano, dove dipinse moltissime delle sue tele più famose, riproducendo paesaggi, scene di vita e  personaggi locali. A condurlo nella cittadina fabraterna, da poco collegata a Roma tramite la ferrovia, fu la pittrice Francisca Stuart, moglie del poeta ceccanese Augusto Sindici. Al Tiratelli si deve il merito di essersi adoperato affinché la Commissione Nazionale delle Belle Arti dichiarasse la chiesa di Santa Maria a Fiume monumento nazionale nel 1891. L'artista morì il 2 maggio 1900 nella sua casa di Roma. In segno di gratitudine gli fu dedicata negli anni '30 una strada del centro storico di Ceccano.

 

 

Rodolfo Cesare Tiratelli

 

Figlio di Aurelio e Sofia Joris, Rodolfo Cesare Tiratelli nacque nel 1864 e, come il padre, frequentò l'Accademia di San Luca a Roma. Di famiglia benestante, dipingeva per il piacere dell'arte e non per necessità. Anche Cesare frequentò gli ambienti ceccanesi e nella cittadina ciociara realizzò numerose opere, raffiguranti molto spesso angoli e scorci caratteristici che gli valsero importanti riconoscimenti e notorietà. Durante i soggiorni ceccanesi l'artista fu ospite di Caterina Gizzi, moglie di Stanislao Sindici, al quale era unito da una profonda amicizia. A testimonianza di questo legame resta il dipinto del 1887 "Festa a Castel Sindici", nel quale il Tiratelli ritrae la signora Sindici nella tenuta di famiglia. 

 

 

Oltre ai Tiratelli, numerosi artisti furono attratti dall'affascinante terra ciociara, dove uomo e natura si fondevano in un tutt'uno. Artisti come Pio Joris, Filippo Mola e Scipione Simoni si sono spesso ispirati alla Ciociaria per riprodurre usi e costumi popolari nelle proprie opere.

Pio Joris (1843-1921), cognato di Cesare Tiratelli con il quale condivise lo studio, fu un maestro nella realizzazione di quadri "di genere" e paesaggistici.  Le sue opere furono molto apprezzate ed esposte in numerosi musei italiani ed esteri. Nell'ultimo decennio dell'Ottocento frequentò Ceccano assieme al cognato Aurelio e al nipote Cesare. Di questo periodo restano alcune opere, quali "Scorcio di Ceccano", acquerello riproducente l'attuale Piazza XXV Luglio vista da Largo Tommasini, e "Salita al paese",  in cui è rappresentata via Porta Abbasso.  

Poche sono, invece, le notizie relative a Filippo Mola  (1849-1918). È noto che partecipò con le sue opere all'Esposizione di Napoli del 1877.  Alcuni suoi pastelli furono poi esposti sia a Roma che a Bologna tra il 1881 e il 1888, riscuotendo un grande successo. Divenne famoso anche oltreoceano, soprattutto in Cile e in Argentina, dove venne premiato con una medaglia d'oro. La sua presenza a Ceccano è testimoniata da due inchiostri del 1882: "Case rustiche a Ceccano" e "Santa Maria a Fiume". Fu autore di varie opere didattiche, riguardanti soprattutto le tecniche dell'ornato e della plastica.

 

Anche Scipione Simoni (1853-1918), come gli artisti fino ad ora elencati, trasse ispirazione dalla campagna ciociara per moltissime sue opere. Scorci di diversi paesi della provincia di Frosinone, tra cui Ceccano, fanno da sfondo alle scene di vita ritratte e i soggetti scelti sono molto spesso contadini o gente del popolo. La sua tecnica prediletta fu l'acquerello. Simoni partecipò a diverse e importanti esposizioni, come la "III Mostra Internazionale degli Acquerelli", tenutasi a Dresda nel 1892. Durante l'evento Simoni l'opera "Una strada di Ceccano'', dipinto in cui sono ritratte alcune popolane intente a chiacchierare in un vicolo del centro storico del paese (via Mura Castellane).  

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